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Il Vanity table con Fornasetti e Lina

Inutile negare che il Vanity table rimane nell’immaginario collettivo un luogo incantato e se non c’è è per mancanza di spazio; anche se non sono del tutto d’accordo perché comunque un piccolo angolo bisognerebbe assolutamente allestirlo. Magari un giorno ti racconterò di quella volta che ho avuto una sorta di vanity table nascosto all’interno di scatole -per via dei quasi due anni da nomade a causa della ristrutturazione corposa della mia casa- proprio a dimostrazione del fatto che si può avere in un modo o nell’altro il nostro angolo di paradiso. Grazie a mio papà ho una casa da sogno e lo dico non per vantarmi ma per dargli merito, considerato che ha dedicato la sua vita a far sì che io vivessi felice e circondata da sogni, meraviglie e bellezze. Avendo molto spazio a disposizione, onestamente, non è stato un problema allestire il mio vanity table, sito nella stanza che fondamentalmente potrebbe essere definita cabina armadio ma a concezione chiusa, ovvero con armadi, perché l’open non ha mai incontrato i miei gusti.

Nonostante io non mi trucchi moltissimo sono una addicted di creme, maschere, scrub e cura per il corpo, in principal modo per il viso. Nonostante io indossi raramente monili o gioielli sono legatissima ad alcuni pezzi che appartengono fondamentalmente a dei ricordi importantissimi, come quelli che mamma e papà mi portavano dopo i viaggi in giro per il mondo.

La mia casa fondamentalmente è di tre colori: bianco, nero e grigio. Ci sono tocchi di rovere sbiancato nel piano superiore per via del parquet e della cucina ma sostanzialmente in nessuna parte della casa c’è qualcosa che si allontani dall’indissolubile trio, fortemente voluto. Dove è ubicato questo vanity table invece di legno c’è solo il parquet ed è nero. Camera da letto, cabina armadio, bagni e l’intera zona notte è solo bianca, nera e grigia. Per questo motivo volevo fortemente che anche questo spazio -che continua sulla destra con una sorta di scrivania dove tengo altri oggetti et similia- fosse a tema. La mia scelta è ricaduta sul genio di Fornasetti; da quando ho mostrato questo angolo in tantissimi mi hanno chiesto dove avessi comprato lo specchio. Naturalmente non si tratta di un specchio fatto così ma circondato da mattonelle che ritraggono Lina Cavalieri, musa di Fornasetti e presente in tantissime sue opere d’arte. La declina in decine di modi in una sorta di ossessione, ripetendola in tutto quello che c’è. Nel suo iperuranio ogni idea e volto pare avere solo la fisionomia di Lina. Il mio amato Architetto insieme al muratore e al vetraio hanno sistemato il tutto e poi personalmente ho scelto questo tipo di illuminazione -museum style- che a mio avviso si confaceva perfettamente e in modo piuttosto lineare al tutto. Amo tutte le linee di Fornasetti dove è rappresentata la donna dal volto che fece perdere i sensi anche a D’Annunzio. Amo la sua complicata semplicità nei lineamenti. Vederla al posto della Venere di Botticelli, al posto del tempo, dello spazio, del cielo, del sole, del cibo, della dolcezza, della nebbia e di tutto quello che concerne questa grande opera surrealista e visionaria mi ha fatto perdere la testa. Ti confido che con queste mattonelle io volevo farci un intero bagno.

Sono stata dissuasa e a oggi posso aggiungere: purtroppo. Sicuramente sarebbe stato un ambiente carico ma posso affermare con sicurezza che no. Non mi avrebbe stancato. Del resto i gusti, la personalità e l’arte sono senza ombra di dubbio alcuno dei giudizi assolutamente soggettivi.

Mi piace tenere sulla sinistra i profumi e i prodotti che uso più spesso; quindi la crema giorno e la crema notte insieme ai sieri, quei quattro profumi che alterno e quello che prendo meccanicamente, qualche pennello che non amo particolarmente usare, la BB cream, i miei occhiali limited edition a forma di televisore e non in ultimo le collane e i bracciali più importanti. I regali che sono diventati in pratica oggetti d’arredo a tutti gli effetti. Il mobile sottostante lo ha realizzato il mio falegname e ha eseguito un lavoro eccelso. Di lato ho una prosecuzione ma già quello bastava eccome per contenere tutto il necessario. Nel primo cassetto il giornaliero, nel secondo reparto labbra, a seguire reparto occhi e rimane ancora tantissimo spazio. Fondamentalmente qui tengo tutto il giornaliero e rimane ancora tanto posto (eccome se ne rimane!), mentre nel continuo che è sempre un mobile bianco con cassetti tengo i ricambi di bagnoschiuma, sapone, maschere e tutti i prodotti che non ho ancora aperto, che voglio provare con angolino dedicato a quelli da smaltire o regalare a mamma o le amiche. Prodotti che magari non mi hanno soddisfatto. Credo sempre che tutto abbia diritto a una seconda vita. Se non si sono trovati bene con me possono pure farlo in un’altra casa ed essere felici. Giustissimo così.

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